In quest’ultimo periodo sono stata molto occupata con alcune ragazze, che di mese in mese sono diventate delle piccole celebrità.
Ho sempre pensato che fossero simpatiche, ma questo successo mi ha veramente sorpreso.
È divertente osservare le persone che le scrutano in cerca di un dettaglio in cui identificarsi. Alcuni cercano una somiglianza fisica, altri qualcosa nei vestiti o nei gioielli. Alcuni vogliono conoscere i loro nomi e si entusiasmano se scoprono di chiamarsi come una di loro.
Ogni tanto qualcuno ha un’idea e si inventa un modo nuovo per farle vivere.
Papà mi ha confidato che tutto questo gli ricorda le strie luminose.
In alcuni mari, in certe condizioni di temperatura, accade che il movimento dell’acqua stimoli un particolare tipo di plancton che reagisce emettendo una luce bluastra. Di notte l’effetto è particolarmente suggestivo, ogni onda genera un bagliore che lentamente svanisce per rinnovarsi all’onda successiva. Se si nuota in quell’acqua ci si sente come sirene.
Papà pensa che anche i miei disegni, muovendosi, mi rendano visibile.
Pochi giorni fa, Francesca e Mariolina, hanno avuto un’altra idea.
Hanno accolto i bambini della prima elementare in visita al liceo stendendo a terra, nell’aula di design, dei fogli bianchi lunghissimi. Su ogni foglio le mie ragazze attendevano i bambini, a un metro di distanza le une dalle altre.
Francesca ha spiegato ai bambini che il buco nello schienale della mia poltrona non era in realtà un semplice buco, ma un portale, grazie al quale i miei personaggi potevano accedere al nostro mondo.
A quel punto i bambini si sono tolti le scarpe e, uno alla volta, hanno attraversato lo schienale per andare a trovare le mie ragazze, aggiungendo sul foglio, attorno a ciascuna, dettagli, paesaggi e figure capaci di raccontare la loro vita e le loro storie.
Se non è una stria luminosa questa…





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