Io abitavo a Monza e, quando sono stata ricoverata, mamma e papà potevano tornare a casa quando volevano per una doccia, un pasto caldo, qualche ora di sonno .
In un certo senso sono stati fortunati: non era scontato che l’ospedale giusto per me fosse così vicino a casa.
Ma non è così per tutti.
A Monza arrivano anche pazienti che provengono da altre città, altre regioni, a volte persino da altre nazioni.
E i loro familiari possono dover restare lontani da casa per diversi giorni, senza sapere dove dormire e con poco tempo per dedicarsi alla ricerca di un alloggio.
Per questo abbiamo stretto un accordo con il Centro Mamma Rita di Monza: una struttura tranquilla, accogliente, dove chi ha un caro ricoverato in Terapia Intensiva Neurochirurgica può trovare un posto dove stare, a un prezzo accessibile.
E poi abbiamo pensato a qualcosa in più.
Conoscete il caffè sospeso? È una tradizione popolare napoletana che risale all’inizio del Novecento: una persona paga due caffè, ne beve uno, e l’altro lo lascia a chi non se lo può permettere. E’ un gesto di solidarietà e generosità anonima.
Noi abbiamo pensato di fare la stessa cosa con le notti. Chi vuole può contribuire alle spese di alloggio facendo un bonifico all’Associazione dell’importo che desidera indicando la causale “Notte sospesa”. Queste donazioni contribuiranno alle spese di alloggio di chi ha bisogno di un aiuto.
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