Mi emoziona pensare a quante persone abbiano deciso di iniziare a donare o di riprendere a donare dopo il mio appello di dicembre.
Cinzia, ad esempio.
Lei aveva paura degli aghi, come me, ma ha preso coraggio ed è stata dichiarata idonea pochi giorni prima del suo sessantesimo compleanno; ora potrà donare fino a 67 anni ed è orgogliosissima di esserci riuscita.
La prima volta si è presentata al centro trasfusionale con la mia foto. Era un po’ in imbarazzo, ma voleva far vedere a mamma e papà che ci era riuscita davvero e alle infermiere, che conoscevano la mia storia, si sono messe ad allestire un set per fare una bella foto con me e la sacca, con luci e inquadratura perfette.
Oppure Mario, che è riuscito a resistere al primo prelievo nonostante fosse sicuro di svenire.
Francesca e Laura, che da tanto tempo volevano iniziare e finalmente ci sono riuscite, o Luigi, che voleva riprendere ma, grazie agli esami, si è accorto di dover fare alcuni accertamenti.
Già, perché i donatori, con tutti gli esami che fanno, sanno subito se qualcosa non va. Anche papà era un donatore, e lui ha scoperto una malattia autoimmune proprio grazie a quei controlli.
E ancora Laura, Martina e Elisa, che già donavano prima, ma che ora, quando vanno in ospedale, si presentano con la mia maglietta e un sorriso così.
Mi viene da ridere quando vedo certi omoni pieni di tatuaggi che dicono di aver paura degli aghi e di non sopportare la vista del sangue.
Poi magari li vedi sulla Harley col giubbotto pieno di teschi e lo sguardo truce. Ma va…
Comunque, oggi sono stata invitata con papà all’inaugurazione della sede di Avis di Monza.
Sì, insomma, papà era stato invitato, ma io mi aggrego :-)
Non si tratta di una sede nuova, ma di quella storica, completamente rinnovata.
In questi mesi i volontari hanno spalato, portato in discarica quintali di cose vecchie, rispolverato e cercato un posto ai cimeli raccolti in quasi 100 anni di storia, ridipinto e pulito tutto e, soprattutto, chiesto a un artista di realizzare un fantastico murale, svelato proprio oggi.
È un’opera di Joe Palla, un artista che io conoscevo perché di fronte al vecchio ospedale, dove sono nata, c’è un suo Stregatto, ma soprattutto perché vicino al mio liceo ci sono “El punt de la Mariota” e “Bella”.
Il murale mi piace proprio, così violentemente pop, con tutti quei richiami a Monza, la corona ferrea alla sommità della cornice e il pesciolino con cui firma le sue opere. Bello, bello, bello!
Grazie Andrea, grazie Joe.
Ora vado.
C’è un altro amico tentennante da convincere e, a questo punto, con una sede così bella, non può proprio tirarsi indietro!










