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«[…] Papà mi ha detto che bisognerebbe proprio disegnare una sedia speciale per i familiari che assistono i degenti di questo reparto […]»
È iniziato tutto così: da una frase indirizzata ai compagni di classe di Marta, il giorno del suo quindicesimo compleanno, mentre lei era ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica del San Gerardo di Monza.
Da allora sono trascorsi poco più di 2 anni, durante i quali quell’idea è germogliata e si è sviluppata.
I pensieri si sono trasformati in segni, condivisi inizialmente con poche persone e poi esposti, lo scorso anno, in ospedale.
Confartigianato, in quell’occasione, invitò i propri associati a proporsi per sviluppare una delle idee.
Marcella, ex studentessa del liceo di Marta e titolare della Dreams Collection, ha risposto a quell’invito e si è avvicinata al progetto in punta di piedi, con la delicatezza e la sensibilità che si riservano a qualcosa di prezioso.
Insieme agli insegnanti ha aiutato le ragazze e i ragazzi a sviluppare un progetto nuovo, sintesi ed evoluzione delle idee iniziali, realizzabile industrialmente.
Così è nato il design di questa poltrona.
Creatività è una parola straordinaria: racconta la capacità umana di adattarsi alle circostanze e di trasformarle.
La creatività si nutre di entusiasmo, di emozioni e sogni.
Così Marcella ha coinvolto Tino, proprietario della Elcalm, che ha creato la struttura interna della poltrona e stimolato ulteriormente la fantasia dei ragazzi, mostrando materiali e tecniche di lavorazione.
E quando è arrivato il momento di scegliere i rivestimenti, i compagni di Marta hanno proposto di partire da qualcosa che fosse stato disegnato da lei e che evocasse il tratto di una matita su un foglio.
Allora sono comparse le signore di una certa età che Marta amava disegnare quando voleva rilassarsi, quando parlava al telefono o ascoltava musica.
Hanno preso vita, si sono staccate dai fogli su cui si stavano annoiando e sono corse tra i banchi, sorprendendo tutti.
Sono diventate cuscini da abbracciare, i loro vestiti si sono trasformati in tessuti veri realizzati ad Udine dalla Flukso, e hanno ispirato il nome della poltrona: “LaSciura”, con l’articolo davanti come si usa al nord, ad indicare una certa familiarità e confidenza.
A quel punto i ragazzi hanno pensato a come far parlare LaSciura, a come renderla viva.
Hanno creato la clip audio su Spotify e pensato a come creare una piccola performance per raccontare questa storia.
Questo è un viaggio sorprendente ed entusiasmante.
Un’esperienza straordinaria in cui ogni elemento trova il proprio posto in modo naturale, apparentemente senza sforzo, e in cui ogni passo ispira i successivi.
Un viaggio in cui la presenza di Marta è stata, ed è, evidente e reale, sebbene non fisica.
Crediamo nell’importanza di una esperienza che ha visto unite così tante persone e nella bellezza di un progetto che racchiude contemporaneamente valori educativi, sociali e culturali; che lega pubblico e privato, scuola e aziende, associazione ed enti, istruzione e lavoro e custodisce, al suo interno, qualcosa di speciale.
Ne siamo orgogliosi.
Pensandoci non possiamo fare a meno di sorridere ed emozionarci.
E questa è, in fondo, la ragione per cui abbiamo scelto di raccontare questa storia.



























