Cari compagni,
oggi ero con voi a scuola per la giornata dell’arte.
Questa è la giornata in cui il nostro liceo apre le porte a parenti e amici per mostrare i lavori svolti durante l’anno.
Ricordo ancora quella dello scorso anno, quanto ci eravamo sentiti grandi e importanti!
Ho provato una fortissima malinconia per non potervi più stringere ed abbracciare. E anche per non poter più fare con voi tutte le cose meravigliose che ho visto.
Siete riusciti a sorprendermi ancora una volta. Quanta dolcezza e malinconia nei vostri gesti e nei vostri sguardi.
Quello che avete sentito sul volto, a un certo punto, non era un alito di vento, ma una mia carezza… non sono riuscita a trattenermi.
Sapevo che con i prof. Massera e Spera avevate preparato qualcosa di speciale, ma avevo fatto in modo di non scoprire niente in anticipo, anche se da qui si potrebbe, perché non volevo rovinarmi la sorpresa.
Ho fatto bene.
Quando, sulle note della musica di Up!, avete lasciato uno alla volta i palloncini, ho finalmente capito che quella che abbiamo in giardino non è la cavea di uno strano teatro a forma di mentina, ma una rampa di lancio per sogni e desideri.
Avete avvolto ancora una volta la mia famiglia col vostro caldo abbraccio mentre i vostri pensieri arrivavano qui, spinti dal vento e dai vostri cuori.
Ho ripercorso con voi i corridoi della nostra scuola, sono entrata nelle aule, anche nella nostra, e nei laboratori.
Quanta nostalgia.
Ma la sorpresa più grande è stata i quattro loghi che avete preparato per la “mia” terapia intensiva, raccogliendo la proposta che vi avevo fatto nella mia prima lettera, quella spedita il giorno del mio ultimo compleanno.
È stato come fare una passeggiata in un bosco fitto, in cui a un certo punto svolti un po’ di volte a destra e sinistra e tutto ad un tratto ti trovi davanti a una cascata.
Entrare nell’aula con i vostri lavori appesi alla lavagna mi ha fatto questo effetto.
Papà ci ha messo un po’ a realizzare quello che aveva davanti e, ovviamente, lo avete fatto piangere.
Con Nicco e i miei abbiamo subito capito quale logo destinare al reparto. Ma siete stati talmente bravi da aver creato, senza saperlo, anche quello che è diventato il logo dell’associazione.
So che la mia scelta ha deluso qualcuno, ma siete stati tutti bravissimi, veramente, non vi intristite.
Avete di fronte una vita intera, e sono sicura sarà bellissima. Tantissimi successi vi aspettano; si tratta solo di perseverare. Sapete che vi accompagnerò sempre; sarò la vostra quindicenne preferita, quella col sorriso contagioso, che rideva forte e con gli occhi azzurri come il cielo.
Fatemi un altro regalo adesso: ridete forte di nuovo anche voi!
Baci folli, Marta















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