Secondo una statistica europea, un bambino ogni 29 subisce la perdita di un genitore, di un fratello o di una sorella prima dei 18 anni.
Quando si perde chi si ama, chi dà senso alla propria vita, ci si sente perduti.
La perdita di chi amiamo fa pensare a chi resta che non ci sia più un luogo dove abitare.
Lo so bene io, che da qui osservo ogni giorno mamma, papà e Niccolò.
Mentre la vita degli altri prosegue come se niente fosse, chi sopravvive si ritrova di colpo in un luogo estraneo, buio e freddo, e si sente estromesso dalla vita.
È per questo che, fino a qualche anno fa, le persone “vestivano” il lutto, indossando abiti scuri per un anno.
Era il modo con cui chi restava dimostrava al mondo che tutto era cambiato e che la vita non aveva più il sapore di prima.
La serata di mercoledì è stata fortemente voluta da mamma e papà, che hanno chiesto a Libellule nel cuore di parlarvi di come bambini e ragazzi vivono il lutto.
Perché, se le statistiche dicono che così spesso un ragazzo si sente strappato al mondo, è importante sapere cosa fare a scuola per farlo sentire meno solo e aiutarlo a elaborare il proprio dolore.
Avete risposto in tantissimi. Alla fine eravate più di 180, tanti che l’ospedale ci ha concesso la sala Enrico Pogliani del Centro Congressi, la più grande.
Non ve lo hanno detto, ma un po’ si sono stupiti anche i medici dell’Ospedale, le psicoterapeute di Libellule e l’Assessore al Welfare, che mica si aspettavano così tante persone per un argomento così difficile.
E sareste stati ancora di più se questa fastidiosa influenza non avesse costretto a letto così tanti iscritti.
Non ho mai amato molto Il piccolo principe, forse perché, contrariamente a quanto molti pensano, non è un libro per bambini. Tuttavia, penso che la frase proiettata all’inizio della serata abbia riassunto perfettamente il senso di smarrimento di cui volevamo parlarvi e che in tanti avete detto di aver provato in classe.
Non sapevo bene cosa dirgli.
“Il Piccolo principe” di A. De Saint-Euxpery
Mi sentivo molto maldestro.
Non sapevo come toccarlo, come raggiungerlo…
Il paese delle lacrime è così misterioso.
Grazie per esserci stati, col cuore e col pensiero.
E’ solo l’inizio, ma tutti i grandi viaggi iniziano con un primo passo, e questo sarà di sicuro un grande viaggio.
Perchè la vita di chi resta non sarà mai più la stessa. Sarà diversa. E va bene così.





Nell’incontro del 12 febbraio 2025, Laura Felisati, Professional Counselor e Coordinatrice del progetto Libellule nel cuore, e le dottoresse Laura Bottari e Paola Zucca, Psicologhe e Psicoterapeute, Analiste Junghiane e Practitioner EMDR, hanno introdotto l’approccio metodologico di Libellule nel cuore nelle scuole e la Guida online dedicata al tema del lutto scolastico.
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