Care compagne e compagni, cari professori, preside, grazie!
Alla fine siamo riusciti a mantenere fede all’impegno assunto con il Presidente e il Direttore Generale della Fondazione San Gerardo.
A giugno dello scorso anno avevamo presentato a loro, ai medici e agli infermieri del mio reparto, gli studi per i loghi e le sedie della terapia intensiva che avevate realizzato, rispondendo alla lettera che vi avevo fatto recapitare il giorno del mio compleanno.
Quella lettera, in cui vi raccontavo le cose buffe e tristi che stavano accadendo, si chiudeva con due richieste: la prima era creare un disegno originale per le felpe dei medici e degli infermieri della Tinch. La seconda era quella di sviluppare un progetto di design immaginando una sedia destinata ai parenti dei pazienti, leggera, poco ingombrante, adatta a far stare un parente vicino a un letto molto alto per tante ore, su cui potersi riposare senza allontanarsi dal malato.
Lo scorso anno, nella Giornata dell’Arte, quei desideri erano diventati realtà.
Pensavamo di inaugurare la mostra al rientro dalle vacanze, ma gli impegni ci hanno costretti a posticiparla a quest’anno.
In questi mesi vi ho visti di nuovo lavorare insieme.
Vi siete ritrovati con i prof per mettere insieme il materiale, ripulirlo e organizzarlo, e mi avete pensata tanto.
Alla professoressa Massera e al professor Spera si sono aggiunte le professoresse di design e di scenografia, che io non ho fatto in tempo a conoscere, per realizzare l’allestimento nella palazzina accoglienza dell’Ospedale.
È stato emozionante vedervi insieme ancora una volta, vedere i ragazzi più grandi aiutare i professori e leggere quella scritta all’interno del cubo, quel “Senza te non è lo stesso” che ha fatto piangere ancora una volta mamma e papà.
E il “caso”, se di caso si può parlare, ha voluto che il nuovo preside avesse un papà fornaio.
Ecco, non so se anche a voi ha fatto lo stesso effetto e se lui avesse letto il post sul potere dell’impastare, ma a me è piaciuto molto essere paragonata al profumo del pane.
È la cosa più semplice e buona che esista, ed è una grande responsabilità essere associati a qualcosa di così speciale.
E adesso?
Adesso due dei vostri loghi stanno vivendo la loro vita.
Uno è diventato il logo dell’Associazione, l’altro fa bella mostra di sé sulle felpe dei medici e degli infermieri del mio reparto, le più belle felpe dell’ospedale, ovviamente, anche se gli altri reparti non lo ammetteranno mai :-).
E per le sedie diamo tempo al tempo, chissà che qualche azienda non decida di creare un prototipo. Sarebbe proprio bello.
Ciao ragazzi, vi abbraccio forte forte.













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